Il nostro è un DNA composito, che racchiude tante anime: pescatori, vignaioli, viaggiatori, custodi della tradizione e del patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità.
A Scilla il mare non è solo paesaggio: è lavoro, memoria, destino. Da generazioni guardiamo lo Stretto, leggiamo i venti, riconosciamo le correnti. La caccia al pesce spada, sulle «passerelle» leggere, tramanda un sapere antico fatto di attesa, coraggio e rispetto. È una tradizione che vive ancora nei gesti, nei racconti e nei sapori della nostra tavola.
Foto: SharryLand Fonte
Scilla guarda il mare, ma alle sue spalle si erge l’Aspromonte. Basta salire di poco perché il paesaggio cambi: ulivi, boschi, sentieri e, più su, la neve e le piste da sci! Qui resiste la civiltà contadina, con le sue storie di fatica e di comunità. È l’altra anima di Scilla, più nascosta, ruvida e autentica.
Foto: SharryLand Fonte
Scilla porta nel nome una leggenda antichissima. Qui il mito di Scilla e Cariddi attraversa ancora lo Stretto, tra onde, rocce e correnti potenti. Racconta il fascino e il timore del mare, la forza della natura, il confine sottile tra realtà e immaginazione. È un continuo richiamo alle nostre radici nella cultura greca.
Foto: SharryLand Fonte
Come molti paesi del Sud, anche Scilla conosce la partenza. Molti se ne sono andati in cerca di lavoro, portando altrove lingua, ricette, ricordi. E nostalgia. Ma il legame con il borgo resta forte: si torna sempre per la festa del Patrono nel cuore dell’estate, si riaprono le finestre di tante case, si ritrova il senso della famiglia e della comunità.
Foto: Turismo Reggio Calabria Fonte
Chianalea, il Castello Ruffo, Marina Grande, le barche, le fontane, le chiese, la lingua ruvida e sonora, le processioni: Scilla è fatta di bellezza evidente. E siamo in tanti che scegliamo di restare per proteggere tutta questa natura così fragile e magnifica e tutta la nostra storia millenaria, perché insieme sono il mosaico della nostra identità.
Foto: SharryLand Fonte
L’accoglienza qui nasce dalle cose semplici: una parola scambiata, un consiglio, il piacere di raccontare, un piatto condiviso. Chi arriva non trova solo scorci “instagrammabili”, ma una comunità viva, con il suo carattere, la sua memoria e il suo modo schietto di aprirsi agli altri.
Foto copertina: © Antonio Monteleone Fonte
Comune di Scilla | PNRR M1C3 2.1 “Attrattività dei borghi” Linea B, finanziato dall’Unione Europea - Next GenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura | CUP F79I22000150006

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